Tra una vita e l’altra.

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24 febbraio 2021

Dopo un periodo più o meno lungo trascorso nel mondo dello spirito arriva per le anime il momento della reincarnazione.

Perché, fra tutte le creature viventi, gli uomini sono gli unici a interrogarsi sull’esistenza di una vita ultraterrena? I nostri dubbi sono un mero frutto dell’egocentrismo, che rifiuta il pensiero della morte, o sono l’eco di un legame con una potenza superiore?. Questo è quanto si chiede Michael Newton nel suo libro Il viaggio delle anime, e come sostiene lui credo rifletta un po’ un interrogativo comune a molti.

Da quando mi sono avvicinata alla regressione alle vite passate ha preso forma in me la sensazione sempre più forte che esista il mondo terreno così come lo conosciamo noi e poi, in parallelo, ce ne sia uno spirituale, dove vivono e si ritrovano tra una vita e l’altra le nostre anime.

Euripide si era chiesto come facciamo a sapere che i vivi non sono morti e i morti non sono vivi, secondo me non si tratta di chi è vivo e di chi è morto in quanto entrambi i mondi sono reali, solo che uno, quello terrestre, vede la vita iniziare e finire, l’altro invece è la dimora dell’anima che è eterna, così come eterni sono gli insegnamenti appresi da questa durante la sua vita trascorsa sulla Terra all’interno di un corpo.

La sofferenza vissuta […] sulla Terra è momentanea, mentre la saggezza che lui e il suo gruppo di anime ne ricaveranno è eterna. Questo è il pensiero di Robert Schwartz e di molti altri, convinti che l’anima scelga di volta in volta di reincarnarsi per mettersi alla prova e raggiungere un’elevazione spirituale sempre maggiore. Ecco perchè spesso le prove che ci aspettano sulla Terra sono difficili, perchè se non avete mai conosciuto il buio, come potrete comprendere e apprezzare la luce?. Come afferma Michael Newton l’evoluzione delle anime è resa possibile proprio dal superamento delle tante debolezze umane con cui ogni vita ci mette a confronto.

Prima di nascere scegliamo chi saranno i nostri genitori, chi saranno le persone per noi importanti, le sfide, le sofferenze che ci aspettano, il tutto volto ad imparare una lezione necessaria per l’illuminazione della nostra anima. Naturalmente la personalità è dotata di libero arbitrio. E’ dunque possibile resistere o accettare le prove della vita. La Terra è un palco sul quale la personalità realizza o devia dal copione scritto prima della nascita. Noi scegliamo come reagire, se con rabbia e amarezza o con amore e compassione.

Rendersi conto di questo ci aiuta a liberarci dall’idea di essere vittime e ci permette di riprendere il controllo della nostra vita anche nei momenti più difficili. Leggendo il libro di Robert Schwartz sulla programmazione prenatale ho infatti imparato a vedere le cose in modo diverso, ad abbandonare il giudizio per la riconoscenza, e questo mi ha facilitata nel perdonare e provare un senso di pace profonda e di gratitudine per quanto appreso grazie anche alle difficoltà incontrate.

Ma cosa succede all’anima tra una reincarnazione e l’altra?

A questo interrogativo ha dato esaurienti risposte l’ipnologo della vita tra le vite Michael Newton, grazie ai dati raccolti tramite i suoi pazienti.

Secondo Newton l’anima, subito dopo la morte, viene generalmente accolta dalla sua guida spirituale o da persone conosciute in vita che l’aiutano nei primi momenti. Non tutte le anime fanno immediato ritorno nel mondo dello spirito, alcune per motivi di angustia personale, altre perchè in vita si sono rese colpevoli di crimini particolarmente efferati. Le prime hanno solo bisogno di tempo per adattarsi alla nuova condizione, le seconde invece trascorreranno un periodo in un luogo separato e isolato allo scopo di essere aiutate a prendere consapevolezza del proprio operato. Al termine del loro isolamento, tutte queste anime si riuniscono sotto la guida di entità superiori per trarre insegnamento dai rispettivi errori. Più che un castigo, sembra essere una specie di purgatorio necessario a rieducare le anime perse.

Tutte le altre anime invece arrivano subito in una sorta di luogo di guarigione dove, come racconta un paziente di Newton, sono sospeso nella luce… e la luce mi attraversa l’anima portando via con sé tutti i germi negativi. Uno a uno, si disfano tutti i vincoli che mi tenevano legato alla vita… e recupero la mia integrità.

Dopo questa purificazione le anime sono pronte ad incontrare la loro guida spirituale con cui riesaminare quello di giusto e di sbagliato che hanno fatto durante la vita terrena.

A questo punto le anime vengono indirizzate verso il proprio gruppo di appartenenza. La caratteristica principale che emerge dalla descrizione di questo luogo fatta da vari pazienti di Newton è la sensazione che ci sia una grande forza mentale che dirige tutto in base a un’armonia misteriosa.

I gruppi sono composti da anime unite per l’eternità, che spesso si sono ritrovate a vivere vite insieme e che hanno lo stesso livello di consapevolezza. Si tratta di anime affini che hanno obiettivi comuni a cui lavorano aiutandosi a vicenda, ecco perchè spesso scelgono di reincarnarsi insieme.

Una volta ricongiuntasi con il proprio gruppo l’anima è chiamata a comparire davanti al “collegio degli anziani”. Scopo del consiglio è quello di aiutarla ad esaminare il proprio operato terreno.

Le anime secondo gli studi di Newton sono divise in tre livelli principali: le anime principianti, quelle intermedie e quelle evolute.

Anime principianti possono essere sia quelle che hanno vissuto poche reincarnazioni, sia quelle che nonostante le numerose esperienze fatte sono ancora immature. Le anime continuano ad incarnarsi finché non raggiungono la piena maturità.

Le anime intermedie interagiscono molto meno con il loro gruppo di appartenenza in quanto hanno acquisito la maturità e l’esperienza necessarie per poter operare in modo più indipendente. Per loro la pausa tra una vita terrena e l’altra è molto più lunga. Queste anime sono ora pronte a prendersi maggiori responsabilità nel mondo dello spirito e cominciano a collaborare con le guide spirituali per aiutare le anime più giovani. Se superano il periodo diciamo così di addestramento nel prendersi cura di un’altra anima divengono “guide junior”.

Le anime avanzate si incarnano molto raramente e quando lo fanno di solito scelgono di vivere in maniera tranquilla e discreta per poter migliorare più che altro la vita di altre persone. La loro caratteristica principale è la pazienza che hanno nei confronti della società, insieme ad una straordinaria capacità di affrontare ciò che accade loro nella vita.

Durante il loro “soggiorno” nel mondo dello spirito le anime sono impegnate in quattro mondi: il mondo senza ego, il mondo dell’onniscienza, quello della creazione e della non-creazione e infine quello del tempo alterato.

Il mondo senza ego è il luogo riservato alle anime più giovani per imparare a esistere. Quando arrivano qui le anime non hanno un proprio ego ed è proprio qui che per la prima volta ricevono un’identità personale in base alla quale si decideranno poi le loro incarnazioni.

Il mondo dell’onniscienza invece è precluso alle anime più giovani ed è il luogo dove tutte le anime aspirano ad arrivare. Si tratta di un luogo di contemplazione dove si possono realizzare tutti i propri sogni.

Il mondo del tempo alterato è accessibile a tutte le anime e rappresenta una sorta di simulazione del mondo fisico in cui si incarneranno, una sorta di palestra per le loro vite future.

Infine il mondo della creazione e della non-creazione è riservato alle anime più avanzate ed è un “luogo” in cui queste, tramite la loro energia, possono creare nuove forme di vita.

Per ulteriori informazioni sulla vita dopo la morte leggi il mio prossimo articolo o contattami, sarò felice di risponderti! info@ipnosiregressivavarese.it.

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